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Il Ruolo Terapeutico - Scuola di Formazione Psicoanalitica
Orientamento teorico-scientifico e clinico
Il metodo formativo
“Medice, cura te ipsum”.
Per rispondere adeguatamente alle domande di aiuto portate dai pazienti è necessaria al terapeuta, non solo una conoscenza tecnico-scientifica, ma anche una capacità di entrare in rapporto, oltre che col paziente, anche con se stesso, per riconoscere e governare i propri sentimenti e le proprie emozioni. Questa capacità di risposta terapeutica non è né scontata né facilmente raggiungibile: scopo fondamentale della Scuola è pertanto quello di offrire agli allievi un’esperienza formativa globale e approfondita per il raggiungimento di una vera competenza di sé.
La Scuola attinge dai diversi orientamenti psicoanalitici, ma ritiene scientificamente ed eticamente corretto evitare a tutti i costi convergenze o denominatori comuni. Ricerca la coerenza della pratica clinica ed evidenzia la responsabilità personale dello psicoterapeuta nella sua azione di cura.
Gli scritti di S. Freud rimangono l’insostituibile punto di partenza per chiunque voglia studiare e praticare la psicoanalisi. Cionondimeno la Scuola riconosce come ulteriore sviluppo della disciplina alcuni classici contributi ad opera di autori come Ferenczi, Reich, Fairbairn, Winnicott, Balint.
Nel panorama del pensiero psicoanalitico attuale, vengono apprezzati i più recenti contributi portati da autori come Gedo, Gill, Langs, Mitchell, Bowlby, Kernberg e altri, che a partire dalle concettualizzazioni di Sullivan, Fromm, Thompson, hanno sottolineato l’importanza della realtà interpersonale nell’eziologia del disturbo psichico e l’importanza della persona reale dell’analista nell’incontro autentico col paziente.
La Scuola attinge dai diversi orientamenti psicoanalitici, ma ritiene scientificamente ed eticamente corretto evitare a tutti i costi convergenze o denominatori comuni. Ricerca la coerenza della pratica clinica ed evidenzia la responsabilità personale dello psicoterapeuta nella sua azione di cura. È altresì oggetto di interesse della Scuola la continua verifica della tenuta etica della prassi psicoanalitica. In tal senso mantiene sempre aperto un proficuo confronto tra le osservazioni cliniche e i temi proposti dalla filosofia morale.

I nostri Maestri
Sergio Erba. Fondatore de Il Ruolo Terapeutico, nel corso di una quarantennale attività di psicoanalista e di formatore ha teorizzato un’organica concettualizzazione della prassi psicoanalitica. Tale formulazione fa da sfondo a gran parte della costruzione teorica della Scuola. Struttura e processo, ruolo e funzione, asimmetria dei ruoli e reciprocità di persone, responsabilità e libertà della persona, “cinquanta e cinquanta” costituiscono le coordinate di una vicenda intersoggettiva, quella analitica, che diventa prassi rigorosa attraverso quegli elementi strutturali (ruolo del terapeuta, setting, principii) che fanno da riferimento precostituito e stabile alla terapia stessa. La dialettica tra domanda e risposta, la distinzione tra l’obbligo di cura e l’obbligo di risposta, la risposta sulla domanda e non alla domanda… tutto ciò comporta una raffinata competenza terapeutica il cui scopo è quello di aiutare il paziente a riconoscersi soggetto di una domanda e non solo portatore di un bisogno.
Johannes Cremerius. Nel 1968 un gruppo di psicoanalisti milanesi, parte dei quali diede successivamente vita alla rivista Il Ruolo terapeutico, iniziò a riunirsi col Prof. Cremerius per discutere di casi clinici. Attraverso la sua “lezione magistrale”, Cremerius, ha saputo mostrare il processo analitico in tutte le sue fasi, attraverso una metodologia molto precisa, in un clima di profonda comprensione emotiva del paziente, e di grande consapevolezza circa il proprio “bisogno” di aiutarlo. Cremerius ha svelato il volto umano della psicoanalisi, l’ha smitizzata e riavvicinata a molti che prima (ad esempio gli operatori dei servizi) se ne sentivano respinti.
Pier Francesco Galli. La nostra gratitudine per lui va oltre quel sentimento di riconoscenza per chi ha ricoperto pazientemente e affettuosamente il ruolo di Maestro; parte di questa gratitudine è suscitata dalla figura pubblica di Galli, dal suo impegno culturale, scientifico e professionale giocato nell’ambito della “politica” psicoanalitica contemporanea. Si può dire che le radici culturali de Il Ruolo Terapeutico nascano proprio dall’esperienza del Gruppo Milanese per lo sviluppo della Psicoterapia, formalizzato da Galli nel 1962.
Enzo Codignola. Psichiatra e psicoanalista formatosi presso il prestigioso istituto di Kreuzlingen, scomparso prematuramente, ci ha lasciato un’opera di importanza davvero fondamentale. Ci riferiamo a Il Vero e il Falso. In essa Codignola affronta con estremo rigore metodologico il tema della struttura logica del processo interpretativo facendo emergere i connotati logici dell’interpretazione senza ricorrere ad alcuna metateoria.
Giambattista Muraro. Formatosi a Basilea e a Zurigo con P. Sarasin (Presidente della Società psicoanalitica Svizzera, formatosi a sua volta direttamente con S. Freud) e con M. Boss anch’egli allievo di Freud, attraverso la sua originalissima opera Sorpresa ed enigma esplora ciò che può essere definito effettivamente come metodo analitico. Questa ambiziosa ricerca di purezza conduce a teorizzare un modello di pratica analitica i cui standard (capacità dell’analista ed efficacia della terapia) sono portati ai massimi livelli.
Pierluigi Sommaruga. Cofondatore de Il Ruolo Terapeutico, scrive: “Ritengo che elementi transferali siano comunque sempre presenti in ciascuno di noi e che si riattualizzino in ogni relazione quotidiana, ma che solo nel processo analitico vi sia la possibilità, per le caratteristiche del setting e per la competenza del terapeuta, di dar loro un senso conducendoli così a risoluzione”.
OrientamentoPsicoanalitico
DirettoreCarmelo Di Prima
Anno di riconoscimento MIUR2003 (cod. 170)
Affiliazione a Società Scientifiche-
IndirizzoVia G. Milani, 12 - 20133 Milano
Sito webwww.ilruoloterapeutico.it
E-mailinfo@ilruoloterapeutico.it
Telefono02.70636457
Fax-