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Scuola di Formazione in Psicoterapia Transpersonale
Orientamento teorico-scientifico e clinico
La Psicologia Transpersonale opera per la realizzazione del sé, il risveglio della "natura intima" di ogni individuo e delle sue qualità più genuinamente umane.
La Scuola si propone di insegnare i principi e i metodi della Psicoterapia Transpersonale secondo gli orientamenti di autori quali: S. Grof, K. Wilber, P. Weil, C. Tart, A. Maslow, con particolare riguardo alla metodologia Biotransenergetica elaborata da Pier Luigi Lattuada.

Durante il corso verranno forniti abilità e strumenti per:
- Un percorso individuale di realizzazione del sé;
- La conoscenza teorica e l'applicazione pratica del modello transpersonale;
- L'utilizzo del modello transpersonale nella pratica psicoterapeutica individuale e di gruppo;
- L'applicazione del modello nell'ambito della famiglia, delle comunità, delle aziende, delle scuole.

La psicologia transpersonale

Il termine "Transpersonale" applicato alla psicologia sembra essere stato utilizzato per la prima volta da Roberto Assagioli, il creatore della Psicosintesi, e in seguito da Gustav Jung. Esso sta ad indicare quelle aree della realtà psichica che si estendono oltre l'identificazione con la personalità individuale. La Psicologia Transpersonale pertanto sta ad indicare quell'approccio psicologico che si occupa dello studio e della cultura della spiritualità e delle esperienze spirituali in un contesto psicologico; si caratterizza come il contributo degli ambienti scientifici allo studio e alla comprensione dell'esperienza interiore di ordine trascendente.
Esperienza che nel corso dei secoli ha ricevuto, dalle diverse tradizioni numerose denominazioni: estasi mistica, esperienza cosmica, coscienza cosmica, esperienza oceanica, peak experience, nirvana, satori, samadhi, regno dei cieli, ecc.
Nella sua ricerca, la Psicologia Transpersonale integra l'esperienza della psicologia occidentale, soprattutto del filone gestaltico, esistenziale, umanista, con le tradizioni mistiche fondate sulla meditazione e con quelle sciamaniche fondate sull'estasi e sul contatto diretto con le forze della natura. Subisce inoltre una forte influenza dalle più recenti acquisizioni della fisica moderna e della biofisica ed è in stretto rapporto con altre scienze quali: la sofrologia, la sociologia, l'antropologia e l'etnopsichiatria.
 
La storia
William James, pioniere della psicologia, fu il primo a studiare le esperienze mistiche considerandole eventi sia psicologici sia religiosi.
In "The Varieties of Religious Experiences", James considera le esperienze mistiche come un "sano e naturale impulso", fondamento di ogni religione.
Freud e le successive scuole di psicoanalisi stigmatizzarono queste esperienze, definendole fantasie regressive allo stato uterino; i Comportamentisti spostarono definitivamente l'attenzione della scienza dal mondo degli stati di coscienza a quello del comportamento.
Tuttavia, contestualmente alle tendenze dominanti, sopravvisse una scuola di pensiero, sostenuta da studiosi eterogenei per formazione e provenienza, che continuò a mantenere la trascendenza dell'io e l'esperienza spirituale al centro della propria ricerca psicologica.
Primo fra tutti è da citare Carl Gustav Jung, il quale postulò l'esistenza di un Inconscio Collettivo, inizialmente da lui stesso definito "Ueberpersonliche" (Transpersonale). Tale Inconscio sarebbe l'artefice della fondamentale interconnessione di ogni psiche individuale e sarebbe popolato da Archetipi, i quali costituiscono la base stessa di ogni esperienza transpersonale.
Secondo Jung, noi facciamo indirettamente esperienza degli Archetipi attraverso i sogni, i simboli, le favole, i rituali, mentre le esperienze mistiche ci consentono l'accesso diretto al mondo archetipico. Egli arrivò ad indicare nell'esperienza spirituale la via maestra per la risoluzione delle nevrosi.
Abraham Maslow fu il fondatore della Psicologia Umanistica e gettò le basi, forse più di chiunque altro, per la nascita della Psicologia Transpersonale in quanto forza organizzata all'interno del panorama degli approcci psicologici. Egli stesso considerò la Psicologia Umanistica, che definì la Terza Forza della psicologia, dopo la Psicoanalisi e il Comportamentismo, come una fase di transizione che preparava ad una "ancora più alta Quarta Psicologia, transpersonale, transumana". Tale movimento riconosceva come proprio punto di partenza per la comprensione del disagio l'esplorazione del cosmo più i bisogni e gli interessi umani, andando oltre concetti quali umanità, identità, autorealizzazione personale, verso una trascendenza del sé.
Roberto Assagioli ebbe il grande merito di trascendere per primo i limiti della Psicoanalisi, proponendo un approccio definito "Psicosintesi", che consentisse all'individuo di ampliare i suoi confini personali verso la realizzazione di un Sé Transpersonale. Sembra inoltre che fu lui a coniare per primo il termine Psicologia Transpersonale.
Pierre Weil, uno dei grandi Padri della Psicologia Transpersonale, esplorando le dimensioni dell'esperienza interiore, come ci ricorda nel suo libro "L'uomo senza frontiere", ha individuato una serie di confini che limitano l'uomo nella sua visione del mondo, definendo così, magistralmente, gli ambiti di intervento della Psicologia Transpersonale. Essi sono: la coscienza, la memoria, l'evoluzione e la morte.

La principale prerogativa del movimento transpersonale sono la conoscenza e la trascendenza di tali confini, operando con metodi scientifici per lo sviluppo delle seguenti tesi:
- La coscienza è un flusso incessante e illimitato. I limiti esistono solo nella mente dell'uomo;
- La memoria va oltre la filogenesi e può risalire lungo la giornata evolutiva del vivente fino alla fonte stessa dell'energia vitale;- L'evoluzione umana non si ferma all'intelletto o alla fase della maturità sessuale, ma procede verso qualità più elevate quali: saggezza, amore, umiltà, compassione, consapevolezza, ecc.;- La morte è solo un passaggio, un'occasione per attingere a nuove dimensioni dell'essere.

Stanislav Grof e Ken Wilber sono le figure attualmente più rappresentative del movimento transpersonale. Stan Grof, come vedremo, è stato uno dei primi ad elaborare un modello psicodinamico transpersonale, oltre che una mappa dell'esperienza interiore e una metodologia psicoterapeutica ad approccio transpersonale.
Ken Wilber è da considerarsi senza dubbio il più fertile teorico transpersonale vivente; egli ha, tra l'altro, elaborato un modello di sviluppo della coscienza che consente di integrare i vari modelli psicologici: cognitivo, morale, psicodinamico e spirituale.
Altri autori che collateralmente hanno nutrito il grande fiume del Transpersonale sono da considerarsi: Karen Horney con il suo concetto di "Vero Sé"; Victor Frankl, il quale basava il suo lavoro sulla ricerca del significato e sulla nozione di "autotrascendenza"; Carl Rogers, che includeva il concetto di "potere spirituale trascendente" tra le caratteristiche di una persona pienamente funzionante e Fritz Perls, che fu profondamente influenzato dallo Zen nella elaborazione della sua Terapia della Gestalt.
La prima Associazione di Psicologia Transpersonale fu fondata negli Stati Uniti nel 1969 ad opera di personalità quali: Charlotte Buhler, Abraham Maslow, Allan Watts, Arthur Koestler, Viktor Frankl. Pubblicarono la rivista The Journal of Transpersonal Psychology, fondata da
Antony J. Sutich e alla quale collaborano tutti i maggiori esponenti americani del movimento Transpersonale quali: Ken Wilber, Stan Grof, Stanley Krippner, Lawrence Le Shan, Michael Murphy, Charles T. Tart, Frances E. Vaughan, e altri.
In Italia, gli autori che più hanno contribuito alla elaborazione teorica e alla diffusione del movimento transpersonale sono: Laura Boggio Gilot, Arturo De Luca e Pier Luigi Lattuada. Laura Boggio Gilot nei suoi testi esplora la Psicologia Transpersonale alla luce della Psicosintesi e della meditazione Vedanta. Arturo De Luca coglie la dimensione transpersonale attraverso il Rebirthing e la Respirazione Olotropica di Grof. Lattuada ha elaborato la Biotransenergetica, una disciplina Transpersonale influenzata dalle antiche tradizioni sciamaniche.
 
Le linee essenziali
Il modello psicoterapeutico transpersonale si svolge lungo le seguenti linee essenziali. Ciascuno di noi possiede una "natura intima", essenziale, naturale, innata, fondata biologicamente. Tale natura è in parte specifica della persona, in parte caratteristica dell'intera specie. Essa sembra essere "intrinsecamente buona". È portatrice dei bisogni di base e contiene le emozioni e le capacità umane fondamentali, le potenzialità, i talenti, gli equilibri fisiologici e temperamentali, l'attrezzatura anatomica e così via.
Questo nucleo intimo fondato sulle potenzialità ha bisogno di essere nutrito e sostenuto per potersi radicare. L'educazione, le aspettative culturali, i condizionamenti, il timore della disapprovazione, lo soffocano con facilità. I contenuti di tale nucleo pertanto sono per lo più repressi e, pertanto, inconsci.
Dalla repressione, frustrazione o negazione di tali potenzialità intrinseche si genera la malattia. I disturbi della personalità vanno pertanto considerati come il risultato di un blocco nel processo di autorealizzazione.
Il processo di autorealizzazione passa attraverso il contatto con la propria natura intima, l'accettazione incondizionata di sé, cioè dei propri bisogni e aspirazioni e la loro espressione, ovvero la realizzazione di queste capacità latenti o potenzialità verso quel "pieno compimento" della nostra essenza naturale e, come vedremo, spirituale.
Lungo questa strada gli ostacoli vanno ricercati nei fattori di stabilizzazione o strutture conservative dell'io. Tali strutture se cronicizzate e consolidate da un eccessivo rigore nell'attenzione alle norme del sociale, finiscono per bloccare la libera espressione del nostro sé e ad imprigionare la spontaneità e la naturalezza in schemi di comportamento stereotipati.
Inoltre esse sono sostenute da istanze quali: il controllo, la volontà, l'autocritica, l'analisi, la misura, il conformismo, la ponderatezza, la cautela; finiscono quindi per sostituirsi a quella forza dinamica e saggia, a quella voce interiore che tende a guidarci verso ciò che è "giusto" per noi stessi e per chi ci circonda, verso qualità più genuinamente umane quali la fiducia, l'amore, l'umiltà, la compassione, la determinazione, la comprensione, la sincerità, la fluidità, la sensibilità.
 
Il percorso terapeutico
La Psicoterapia Transpersonale si muove nella direzione non, come è ovvio, della distruzione delle strutture conservative, ma verso un ritrovato equilibrio tra spontaneità e controllo, a tutt'oggi sbilanciato sul versante del controllo.
La straordinaria ampiezza delle tecniche impiegate non sta a significare un'assenza di metodo o di identità. La specificità dell'approccio psicoterapeutico Transpersonale risulta chiaramente se prendiamo in considerazione la distinzione che fa Vaughan tra Contenuto, Processo e Contesto Transpersonale in psicoterapia.
 
Il Contenuto
Per Contenuti Transpersonali ci riferiamo alle diverse esperienze di ordine transpersonale quali peak esperiences, plateau experiences, nadir experiences, stati di trascendenza del sé, stati di benessere ottimale, esperienze mistiche, esperienze estatiche, crisi transpersonali dovute ad emergenze spirituali, stati non-ordinari della coscienza, stati meditativi, esperienze di pre-morte, stati di sensitività e ipersensibilità (precognizione, chiaroveggenza, transidentificazione, ecc.), visioni archetipiche e mitologiche, sogni lucidi, stati di consapevolezza intensa, rivelazioni, insight, aperture del cuore.
Compito dello psicoterapeuta transpersonale sarà quello di favorirne la realizzazione, assistere nel conseguente processo di trasformazione e aiutare nella comprensione del significato delle esperienze vissute.
 
Il Processo
Per comprendere cosa significa processo transpersonale, possiamo riferirci a quella che Grof descrive come "la struttura dinamica dell'esperienza interiore" o a quello che Wilber descrive come "lo spettro evolutivo della personalità".
Lo psicoterapeuta transpersonale accompagna il cliente attraverso pratiche transpersonali derivate da antiche discipline spirituali fondate sulla meditazione o sulle nuove metodologie delle psicoterapie esperienziali. Il processo che ne consegue, da un'iniziale esplorazione del mondo interiore, costituito da sensazioni, emozioni, percezioni senza apparente significato (esperienze astratte secondo Grof, fase prepersonale secondo Wilber), conduce verso l'indagine e il graduale affrancamento dalla propria storia personale, (esperienze biografiche in Grof, fase personale in Wilber). Ciò determina il passaggio attraverso esperienze di radicale trasformazione (esperienze di morte-rinascita secondo Grof) e l'accesso alla dimensione transpersonale, luogo delle qualità spirituali e della "vera natura" (esperienze trans personali secondo Grof, fase transpersonale secondo Wilber).
 
Il Contesto
Il Contesto Transpersonale sta invece a significare il quadro all'interno del quale la visione transpersonale legge gli eventi. Una depressione, ad esempio, per lo psicoterapeuta transpersonale sta a significare una separazione dalla dimensione sacra dell'esistenza; l'ansia nei confronti della vita viene percepita come l'emergenza di un archetipo che chiede di venire riconosciuto e onorato.
È comprensibile, a questo punto, come a caratterizzare la psicoterapia transpersonale sia il riconoscimento del contesto piuttosto che non la metodologia utilizzata. Seppur vero che la via maestra per l'accesso alla dimensione transpersonale sia uno stato di coscienza meditativo, si possono altresì preparare le condizioni per la realizzazione di uno spazio meditativo con gli strumenti più svariati come un'interpretazione, una modifica comportamentale, una ristrutturazione cognitiva e così via. In definitiva, è possibile che vengano usati strumenti tipici del processo transpersonale come meditazione, danze o visualizzazioni senza lavorare in un contesto transpersonale, così come è possibile realizzare un intervento transpersonale usando metodiche, ad esempio, comportamentiste o psicoanalitiche.
OrientamentoPsicologia transpersonale
DirettorePier Luigi Lattuada
Anno di riconoscimento MIUR2002 (cod. 92)
Affiliazione a Società ScientificheATP (Association for Transpersonal Psychotherapy) - EUROTAS (European Transpersonal Association)
IndirizzoVia Villapizzone, 26 - 20156 Milano
Sito webwww.integraltranspersonallife.com
E-mailinfo@iti-life.com
Telefono02.8393306 - 02.45481288
Fax02.87084230