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Scuola Quadriennale di Specializzazione in Psicoterapia Umanistica
Orientamento teorico-scientifico e clinico
Per la Terapia Centrata sul Cliente e l’Approccio Centrato sulla Persona il terapeuta, colui che facilita il cambiamento, rappresenta uno “specchio” lucido e più regolare possibile, in cui la persona che chiede aiuto può ritrovarsi, riconoscersi e avviare quel processo di appropriazione di sé e delle proprie potenzialità. Il disagio, per questo approccio, non è il vero problema, ma piuttosto il tentativo “più sano possibile” che fa la natura umana per superare i propri squilibri quando, non aiutata dalle condizioni esterne, non riesce a percepirsi integralmente. La relazione restituisce questa percezione col rispecchiamento nella figura rispettosa, empatica e autentica di chi ascolta. In tal senso il facilitatore è soprattutto catalizzatore, “levatrice” del processo e non determinatore. Perché ciò sia possibile, perché lo specchio sia fedele e non deformante, è bene che il facilitatore sia… facilitante innanzitutto con se stesso e che abbia a cuore la conoscenza di sé, il riconoscimento sereno dei propri bisogni e dei propri  sentimenti, l’ascolto fiducioso e libero della propria esperienza di essere umano. Solo così  può diventare “terapeutico”…
L'atteggiamento di base del terapeuta "person-centered" sta nella convinzione che il paziente è capace di far fronte alla sua situazione psicologica ed è capace di affrontare in modo costruttivo tutto ciò di cui diventa cosciente, quantunque questa consapevolezza sia spesso di natura percepita o intuitiva. In effetti non stabilisce quali obiettivi il cliente debba raggiungere per migliorare. L'obiettivo del terapeuta è piuttosto favorire le condizioni in cui le forze intrinseche dello stesso cliente (che lui chiama "tendenza attualizzante") potranno operare nel confrontarsi con le esperienze problematiche, nell'esplorarle, nell'estrarre significati nuovi e importanti e nel riorganizzare con creatività l'esperienza attuale per operare in modo più produttivo.
Nella sua forma tradizionale o "pura" la terapia centrata sul cliente (TCC) è davvero non-direttiva: lo scopo del terapeuta è di essere un compagno di viaggio d'auto-scoperta del cliente. In seguito Rogers (1981) divenne più esplicito circa la tendenza all'auto-realizzazione intesa come forza motivante al cambiamento del cliente.
Stabilire una relazione terapeutica facilitante è la vera "tecnica" e strategia usata nella TCC. Il processo dell'"essere col cliente" (Bohart, 1990) nel senso di accettarlo tale e quale, di entrare con calore, rispetto profondo e autenticità nel mondo delle sue percezioni e dei suoi sentimenti, è sufficiente a facilitare un processo di cambiamento. La primaria funzione del terapeuta è quella di esprimere i suoi sforzi nel comprendere l'esperienza del cliente. Questi "sforzi" prenderanno spesso la forma del "rimando", ossia il modo in cui il terapeuta cerca di esprimere i suoi tentativi di comprendere l'esperienza del cliente e quello che questi cerca di esprimere.
I terapeuti possono rimandare sentimenti, significati, esperienze, emozioni o anche qualsiasi combinazione di questi. Spesso oltrepassano quello che il cliente ha detto in modo esplicito, per cercare di afferrare ciò che egli sta sperimentando, ma che non ha detto. Tuttavia, il terapeuta cerca di afferrare solo quello di cui il cliente è effettivamente consapevole e non eventuali aspetti inconsci delle sua esperienza. Ciò fa la differenza di base tra un rimando e un'interpretazione psicodinamica.
Tutti gli errori che un terapeuta centrato sulla persona può commettere, secondo questo modello, possono virtualmente derivare o da un deficit di accoglienza, empatia e autenticità oppure da una visione ("pregiudizio") del mondo e di sé stesso. Con ciò s'intende che la terapia è considerata anzitutto un incontro fra due persone, che il terapeuta è mosso dal desiderio di conoscere l'altro senza pregiudizi (considerazione positiva incondizionata), di essere in contatto con i propri sentimenti ed emozioni (congruenza); che qualunque tipo di tecnica terapeutica, per quanto brillante ed efficace, è subordinata a queste dimensioni. Questa prospettiva fenomenico-esistenziale non è qualcosa che si possa acquisire attraverso un semplice apprendimento: essa dipende dalle qualità umane del terapeuta, dalla sua buona funzionalità come persona ed è anche frutto di una disciplina formativa che va al di là dell'acquisizione di tecniche (Yalom, 2014).
Considerata l'importanza che attribuisce all'aspetto relazionale, nella contesa "Terapia come esperienza" versus "Terapia come conoscenza" - i cui termini sono ben riassunti in Migone (1996) - Rogers sembrerebbe schierato nel primo campo; tuttavia, la sua concezione del rapporto esperienza/conoscenza fa sì che i due termini siano inscindibilmente legati e che non abbia senso privilegiare l'uno o l'altro. L'obiettivo della TCC e dell'Approccio Centrato sulla Persona (ACP) è ripercorrere all'inverso la strada che ha portato l'individuo alla situazione di incongruenza nella psicoterapia, quindi, si offre al cliente quella facilitazione che verosimilmente è mancata altrimenti, in base alla tendenza attualizzante, cioè a quella "tendenza fondamentale che l'organismo presenta a lottare per realizzare, mantenere e migliorare se stesso" (Ciavirella, 2002, pagg. 222-224), e che Rogers (1961) considerava un assunto valido per tutte le forme di vita, compreso l'Universo.
Non bisogna trascurare altresì l'importanza delle caratteristiche del terapeuta efficace secondo questo modello. Esse vanno però inquadrate all'interno di una relazione: se il cliente non è in grado di percepire queste qualità (genuinità, comprensione empatica, accettazione incondizionata) esse sono inutili. È per questo che i terapeuti centrati sulla persona si rifanno ancora (oltre alle tre precedentemente indicate riguardanti il terapeuta) alle ulteriori tre condizioni necessarie e sufficienti enunciate da Rogers (1954), che si riferiscono al cliente e alla relazione terapeuta-cliente, nel senso del contatto psicologico, della consapevolezza del cliente del proprio disagio e della sua capacità di percepire la comunicazione tra entrambi.

OBIETTIVI
Sapere: conoscenza approfondita della Terapia Centrata sul Cliente e dell`Approccio Centrato sulla Persona ed informazioni sulle principali Scuole di Psicoterapia.
Saper fare: contrattualità, capacità diagnostica, chiarezza e direzione del trattamento.
Essere: accoglienza, sensibilità al rapporto personale, consapevolezza di sé, auto-protezione e cura di sè, intuizione e creatività.
OrientamentoPsicoterapia centrata sul cliente
DirettoreSebastiano Ciavirella
Anno di riconoscimento MIUR2008
Affiliazione a Società ScientificheAssociazione Mondiale ed Europea dell’Approccio Centrato sulla Persona, Psicoterapia Esperenziale e Counselling (WAPCECP) - Association for Humanistic Psychology (AHP) - Forum ACP - International Association for Group Psychotherapy and Group Proces
IndirizzoVia Rusconi, 21
Sito webwww.istitutoempateia.it
E-mailsegreteria.istitutoempateia@gmail.com
Telefono375.515.8656
Fax