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SLOP - Scuola Lombarda di Psicoterapia a Indirizzo Cognitivo Neuropsicologico - SLOP
Orientamento teorico-scientifico e clinico
La Scuola è rivolta a medici e psicologi che intendono esercitare la professione di psicoterapeuta secondo gli ultimi sviluppi dell’indirizzo metodologico cognitivista, coniugato con le più recenti evidente scientifiche delle neuroscienze e della neuropsicologia clinica.
Alcuni moduli didattici di alta specialità quali la neuropsicologia clinica e la sessuologia completano le competenze dello specializzando, rendendolo capace di misurarsi in ambiti della clinica psicologica che in questi ultimi anni si stanno rilevando sempre più importanti ai fini dell’inserimento nel mondo del lavoro. Infine, poiché lo psicoterapeuta specialista in PCN deve avere competenze più articolate e complesse di quelle richieste per il solo esercizio della psicoterapia, la SLOP prevede ulteriori moduli didattici di alta specialità nelle aree della psicologia forense e criminale, e in quelle della riabilitazione neuropsicologica con ausili elettronici evoluti (es.: neurofeedback, realtà virtuale immersiva, etc.). Queste ulteriori competenze, associate alla validità e scientificità del razionale teorico della PCN, favoriscono in modo significativo l’ingresso nel mondo del lavoro.

Perché "cognitiva"
La Psicoterapia Cognitiva Neuropsicologica (PCN) è una naturale evoluzione della psicoterapia cognitiva con la quale condivide i due presupposti di base che ne hanno caratterizzato la nascita e lo sviluppo (e che la differenziano da altri approcci psicoterapeutici): l’interdisciplinarietà e la tendenza alla verificabilità empirica.
Al contrario, rispetto alla terapia cognitiva standard e a quella cognitivo-costruttivista, la PCN prevede un insieme di sviluppi teorici, clinici e metodologici che conseguono alle più recenti evidenze empiriche fornite dalle neuroscienze (es. Gallagher & Zahavi, 2007; Rizzolatti e Sinigaglia, 2006), alla psicologia dello sviluppo (es. Reddy, 2010), alla psicopatologia (es. Liccione, 2016, 2014, 2012, 2011; Arciero & Bondolfi, 2009; Arciero, 2006; Kendler & Parnas, 2014, 2012, 2008) e alla filosofia del soggetto (es. Vattimo, 2012; Schmicking & Gallagher, 2010; Costa, 2006).
Queste differenze conseguono anche al fatto che la tradizionale visione cartesiano-kantiana dell’essere umano, a partire dalla quale il cognitivismo standard e quello costruttivista cercano di studiare la psicopatologia e la cura, si è ormai dimostrata inadeguata a riunire in un quadro teorico coerente e unitario le recenti evidenze sperimentali sopraccitate, e che confermano la natura basicamente “incarnata”, “situata” e “storica” dell’essere umano
Per rendere adeguatamente conto dello sviluppo individuale, delle trasformazioni psicopatologiche e delle procedure terapeutiche, di conseguenza, risulta necessario adottare una visione dell'essere umano più complessa (non più l'uomo come semplice "elaboratore di informazioni" o come "complessità auto-organizzata", ma l'uomo come essere basicamente storico, incarnato e situato, così come la tradizione fenomenologica ha sempre sostenuto).
Lo studio dell'essere umano in prima persona, quindi, come individuo e non come cosa/processo, consegue anche al fatto che il clinico (psicoterapeuta o psichiatra) si trova ogni volta a curare un paziente la cui patologia risulta comprensibile soltanto a partire dalla sua specifica storia di vita, e dagli specifici accadimenti esistenziali (siano essi frutto di accidenti organici/non storici, siano essi motivi psicologici/storici).

Perché "neuropsicologica"
La “Neuropsicologia ermeneutica” come disciplina ponte.
La PCN cerca di riunire in un quadro teorico unitario, secondo coerenza interdisciplinare, i contributi scientifici delle discipline biologiche e delle scienze umane. Proprio alla neuro-psicologia spetta il compito dell’adeguata traduzione interdisciplinare, al fine di promuovere una complessa e coerente visione bio-psico-sociale della persona, dei suoi modi di essere sani e patologici, nonché delle strategie psicoterapeutiche idonee al progetto di cura.
La “Neuropsicologia clinica” – acquisire competenze professionali per favorire l’accesso al mondo del lavoro.
Il piano formativo prevede moduli didattici di elevata specializzazione (compresi nella retta annuale) finalizzati all’acquisizione delle competenze teoriche e pratiche per poter operare nei settori dove viene richiesta una specifica competenza neuropsicologica (es. IRCCS, ospedali, centri di riabilitazione).
Dalla Psicopatologia alla “Neuropsicopatologia esplicativa”.
Sul versante diagnostico, l’intera psicopatologia è meglio inquadrabile come parte della più ampia neuro-psicopatologia, poiché l’alterazione dell’identità personale può conseguire sia al nostro essere un corpo tra i corpi, sempre soggetto alle leggi della natura (patologie non storiche - “organiche”), sia alle peculiari modalità attraverso cui riconfiguriamo l’esperienza in racconto (patologie storiche “funzionali”). Lo psicoterapeuta deve possedere le conoscenze teorico-pratiche per poter operare efficacemente in entrambi i contesti.
OrientamentoCognitivo neuropsicologico
DirettoreDavide Liccione
Anno di riconoscimento MIUR2007; 2012 (cod. 209)
Affiliazione a Società ScientificheSITCC (Società Italiana di Terapia Comportamentale e Cognitiva) - EABCT (European Association for Behavioural and Cognitive Therapies) - CNSP (Coordinamento Nazionale delle Scuole private di Psicoterapia).
IndirizzoSede di Pavia: “Villa Meardi”, Strada Provinciale 51, 27050 Retorbido (PV) - Sede di Padova: “Villa Ottoboni”, Via Padre Ramin 1, 35136 Padova - Sede di Arezzo, presso Istituto Agazzi, Località Agazzi, 47
Sito webwww.slop.it
E-mailamministrazione@slop.it
Telefono0131.821112
Fax-