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26/10/2017
Allineamento elezioni ordinistiche regionali: un aggiornamento
immagine articolo Allineamento elezioni ordinistiche regionali: un aggiornamento In questi anni si è creato un notevole disallineamento nelle scadenze elettorali dei diversi consigli regionali dell'ordine, quasi due anni tra il primo e l'ultimo che vota.

Essendo il consiglio nazionale composto dai presidenti regionali questa situazione ha creato problemi nella funzionalità degli organismi nazionali, penalizzando la rappresentanza della professione.

Per ovviare a tale situazione il disegno di legge di riforma degli ordini (DDL Lorenzin) ha previsto una unica tornata elettorale in contemporanea per tutti i consigli regionali.

Questa nuova modalità elettorale è stata inserita a fine 2016 nel decreto “milleproroghe”, approvato con Legge n.19 del 27.02.17, poiché i tempi di approvazione del DDL Lorenzin avrebbero potuto vanificare l’applicazione di tale allineamento.

Infatti, se le regioni a scadenza nel 2017 avessero votato da sole si sarebbe compromesso globalmente il previsto allineamento.

Purtroppo la legge 19/17 è stata interpretata dal Ministero della Giustizia in modo difforme dal Ministero della Salute, che esercita dal 2007 l’Alta Vigilanza sull’Ordine e sotto i cui auspici è stata promossa.

Il Ministero della Giustizia, che mantiene alcune competenze residuali verso l'Ordine, ha ipotizzato che l'allineamento può essere inteso "spacchettato" per anno: votano insieme gli ordini in scadenza nel 2017, insieme quelli dell 2018 e così nel 2019.

Interpretazione che amplificherebbe - spalmandoli su tre anni! - i problemi di formazione degli organismi nazionali, con danni certi per la categoria.

Ma al di là di ogni giudizio tale interpretazione di Giustizia non è stata condivisa dal Ministero che vigila sull'intero ordine, ovvero da Salute, che ha ribadito la necessità di una unica e complessiva tornata elettorale.

Tutto ciò mentre il DDL Lorenzin sta finalmente per diventare legge, essendo stato approvato dalle due camere (la Camera lo ha votato il 25 ottobre) e ora manca solo il voto conclusivo del Senato.

Il principio in discussione è chiaro: da voti sparpagliati ad una unica finestra elettorale per tutti e conseguente immediato rinnovo degli organismi nazionali.

Comunque, prendendo atto della difforme interpretazione e della richiesta del Ministero Salute di una confronto con il Ministero Giustizia per chiarire la cosa, il CNOP ha previsto la sospensione di ogni procedura elettorale per un massimo di sei mesi per non compromettere l'allineamento e per ottenere una univoca interpretazione della normativa da parte dei due Ministeri.

Questi passaggi, ad oggi, non intervengono sulla scadenza del consiglio regionale della Lombardia la cui scadenza è prevista per dicembre 2018, a meno di nuove indicazioni del Ministero competente.
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