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25/09/2017
Giancarlo Trentini
immagine articolo Giancarlo Trentini Lo scorso 22 settembre è morto il prof. Giancarlo Trentini. Era nato a Milano il 13 agosto 1928.

Difficile riassumerne in poche righe il grande profilo umano e la lunga storia professionale. Dopo la laurea in Medicina presso l’Università degli Studi di Milano e la specializzazione in Psicologia presso l’Università Cattolica di Milano, a partire dagli anni ’60 ha insegnato Psicologia Sociale presso numerosi Atenei italiani. Professore ordinario di Psicologia Generale presso l’Università degli Studi di Venezia Ca’ Foscari dal 1975 al 2003 e Adjunct Professor alla S. Francisco State University dal 1983. È stato Visiting Professor in alcune importanti Università straniere: Montreal (Canada), Tokyo (Giappone) e Buenos Aires-Salta (Argentina) dove nel 1999 ha ricevuto la Laurea Honoris Causa in Filosofia.

Direttore della Collana di Psicologia Sociale della casa editrice Franco Angeli e direttore delle riviste di cultura organizzativa Ergon e di φήμί, ha collaborato negli anni con numerose case editrici italiane e straniere. Autore e curatore di quasi trecento pubblicazioni scientifiche, tra ricerche, saggi, volumi e readings, il suo contributo ha lasciato un’impronta decisiva nello sviluppo della Psicologia Sociale italiana del secondo novecento.

È stato presidente del Comitato dei Probiviri della Società Italiana di Psicologia, componente della Commissione Ministeriale per il riconoscimento degli Istituti di Psicoterapia, membro del Consiglio di amministrazione e Presidente del Comitato Italiano della Fondation de l’Italie di Parigi, membro effettivo di alcune associazioni e società scientifiche nazionali e internazionali tra cui:

la Società Italiana di Psicologia, la Società Filosofica Italiana, l’International Union Psychological Society, l’International Association of Applied Psychology, la European Association of Work and Organisational Psychology. A partire dagli anni novanta è stato membro dell’Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcool, ricoprendone il ruolo di Presidente dal 2007, responsabile italiano del W.I.S. (Work Importance Study) in rapporto alle attività di ricerca transculturale sui “valori” e rappresentante per l’Italia nell’European Network of Organizational Psychology.

La sua carriera è costellata di numerosi riconoscimenti e onorificenze da parte di soggetti pubblici e privati. Nel 1997 ha ricevuto la Paul Harris Fellowship dal Rotary International; nel 2001 l’Ambrogino d’Oro dalla Città di Milano; nel 2003 il riconoscimento di “Formatore per meriti e fama” da AIF; nel 2011 il “Premio Isimbardi-Giornata della Riconoscenza” dalla Provincia di Milano. È stato infine insignito dei prestigiosi titoli di Chevalier dans l’Ordre des Palmes Academiques per la Repubblica Francese dal 2011 e di Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana dal 2012.

Iscritto all’Ordine sin dalla sua fondazione, Giancarlo Trentini ha visto generazioni di colleghi passare dallo storico studio di via Crocefisso, a Milano: luogo di fervente attività professionale, è stato allo stesso tempo un crocevia di cultura, di sperimentazione, di ricerca, di incontro e di impegno civile. Da un colloquio con una giovane scrittrice, avvenuto nel 2012 nell’ambito di una riflessione sulla propria e sull’altrui “visione del mondo, possiamo cogliere direttamente dalle sue parole gli aspetti che ne hanno caratterizzato lo sviluppo culturale e umano: “Alla mente, allora, ecco intrecciarsi un’infinità di momenti, di episodi e di parole che sono venute via via a costituire il mio bagaglio di emozioni e di pensieri. E il bello è che questa sorta di “dialettica esistenziale” si è sviluppata all’interno di uno spazio ridotto e circoscritto ma affettivamente caldo e animato – il mio studio - dove gli oggetti stessi, libri e documenti, fotografie e quadri mantengono il loro impressionante potere evocativo. Giornate intere e ore e ore dedicate all’ascolto reciproco, con amici, colleghi e più giovani compagni e compagne di un viaggio che mi ha sempre offerto piacevoli e interessanti sorprese”.

Proprio il fondo librario accumulato negli anni nel suo studio milanese è stato oggetto di un prezioso gesto rivolto a tutta la comunità degli psicologi lombardi. Nel 2016 Trentini ha infatti donato il proprio fondo alla Casa della Psicologia, rendendolo disponibile all’Ordine e all’Archivio Storico della Psicologia Italiana con cui questi collabora.

A proposito dei riferimenti culturali e della sua formazione, sempre nel colloquio del 2012, proseguiva: “ho avuto maestri e scuole di riferimento. Però, (…) ho curato la mia “educazione” non delegando totalmente e in termini assoluti ad altri (maestri o scuole che fossero) la mia crescita umana e culturale. In un certo senso, ho cercato di essere almeno in parte regista di me stesso e del mio essere nel mondo. Facendo mio il suggerimento dato a Lidia da Fernando Pessoa: …Agisci oggi, non aspettare. / Sei tu la tua vita. / Non ti destinare, che non sei futura…(…) Certo, sono stato e sono io la mia vita, ma in questo mio vivere cose e pensieri del mondo, ho di necessità incontrato persone e altri modi di viversi che, oggi, considero fondanti. E tra queste persone (oltre, naturalmente, alla mia famiglia e al grande stuolo dei miei amici), un ruolo di primo piano è stato ricoperto da Agostino Gemelli”.


Una sorta di piramide capovolta, con al vertice padre Gemelli.
Alla sua sinistra, in piedi, Cesare Musatti e in terza fila, secondo da destra, Marcello Cesa Bianchi.
La foto è degli Anni Cinquanta.



Infine, l’augurio con cui Giancarlo Trentini si congedò dalla giovane interlocutrice è di nuovo perfettamente esemplificativo dell’eredità umana che ha lasciato a chiunque lo abbia incontrato in questi anni: «Per il momento non mi resta che augurarti di continuare ad essere te stessa, facendo dell’ascoltare e del dire  il paradigma di una vita realmente vissuta, dove lo stupore costruttivo assuma i connotati della lente con la quale osservare la vita che scorre e così modificare il letto di un fiume che alterna periodi di piena a periodi di secca».

I contributi scientifico-professionali e l’impegno civile, uniti alla sua schiettezza, curiosità e passione per ciò che nasce dall’incontro fra persone e pensieri diversi, resteranno nella memoria e nella storia della comunità degli psicologi lombardi e italiani.


Riccardo Bettiga
Presidente dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia
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