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24/05/2019
La psicologia del voto tra partecipazione e astensione - video integrale dell'evento
immagine articolo La psicologia del voto tra partecipazione e astensione - video integrale dell'evento In questi giorni quasi 400 milioni di cittadini europei sono chiamati a eleggere il futuro Parlamento UE. Quali fattori motivano la partecipazione al voto o, al contrario, spingono verso l’astensionismo?

Lo scorso 16 maggio l’Ordine degli Psicologi della Lombardia ha promosso una serata di dibattito e confronto sugli elementi cognitivi, emotivi e socio-culturali che possono influenzare la decisione di esercitare o rinunciare al diritto-dovere di voto.

Introdotto da Gabriella Scaduto, referente dell’OPL per le relazioni esterne, Bruno Marasà, Direttore dell’Ufficio di Informazione del Parlamento UE di Milano, ha condiviso i risultati della campagna #stavoltavoto, spiegando le ragioni che hanno indotto lo stesso Parlamento a virare la comunicazione verso toni, modalità e contenuti più emozionali e coinvolgenti.

Il Presidente dell’OPL, Riccardo Bettiga, ha poi preso la parola per ricordare come la scienza psicologica possa contribuire alla comprensione di fenomeni complessi – come le scelte elettorali – che influenzano il benessere non solo degli individui, ma dell’intera comunità. Bettiga ha evidenziato in particolare come, oggigiorno più che mai,  gli psicologi possano essere visti come strumenti preziosi di comprensione delle dinamiche sociali, di decodificazione delle (vecchie e nuove) spinte emotive e motivazionali, di analisi di pensieri e ideologie a livello individuale e collettivo.  La comunità degli psicologi è, secondo Bettiga, un ausilio indispensabile nella costruzione di proposte politiche e sociali che risultino attuali e sintonizzate al meglio con i bisogni profondi dell’elettorato. Un tema su cui si è soffermato anche Umberto Galimberti, affermando che le persone, oggi, non vedono più nella politica la sede ove vengono prese decisioni significative per le proprie vite, per questo se ne distanziano gradualmente e vanno a ricercare le risposte di cui avrebbero bisogno in altro. Questo vale soprattutto per i giovani, abituati a vivere in un mondo virtuale di cui la politica non è curiosa, che la politica non sa ascoltare, né interpretare. Quale possibile soluzione per Galimberti? Un grande investimento nella cultura, nella scuola e nel ruolo strategico di tutte le istituzioni  culturali ed educative.

La serata è proseguita con la tavola rotonda moderata da Alessandra Ghisleri, sondaggista e direttrice di Euromedia Research, durante la quale Patrizia Catellani, professore ordinario di psicologia sociale presso l’Università Cattolica di Milano, ha approfondito le motivazioni che spingono verso un voto di reazione, un voto riflesso e non riflessivo, e cosa potrebbe fare la politica per arginare la sfiducia che sempre più i cittadini nutrono nei confronti di istituzioni e partiti.

La capacità di cavalcare questa sfiducia, ormai trasformata in rancore, è secondo Giovanni Diamanti, co-fondatore di Quorum/YouTrend, alla base del successo di alcuni leader politici contemporanei, che hanno costruito la propria narrazione personale su elementi di buonsenso, superando la distinzione tra destra e sinistra. Una contrapposizione ideologica che, nonostante sembri obsoleta, è ancora presente nelle persone, il cui orientamento politico continua a definirsi, almeno nelle democrazie mature come la nostra, attraverso i riferimenti culturali tipici della destra e della sinistra: lo dimostrano alcune ricerche empiriche discusse in chiusura da Gian Vittorio Caprara, Professore Emerito di Psicologia politica presso l’Università La Sapienza di Roma. Caprara ha portato nel dibattito e nella serata il supporto dei dati scientifici e la solidità di una lunga tradizione di studio e di ricerca che la psicologia accademica italiana, da molti anni, porta avanti in questo campo.

Vedi qui il video integrale dell'evento: https://youtu.be/dVn_JQ8l9VA
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