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Psicologia dell'Estetica
Data evento: 13/10/2015
Orari: 21:00 - 23:00
Luogo evento: Casa della Psicologia, piazza Castello 2 Milano

immagine articolo Psicologia dell'Estetica
Psicologia dell'Estetica
Giuseppe Polipo

Partendo dall'estetica come bisogno di espressione e condivisione emozionale, questo libro si propone di definire gli elementi fondanti di una disciplina autonoma che si occupa di come le persone sentono e aspirano alla bellezza, all'armonia e al benessere: la psicologia estetica.
Possiamo definire "Psicologia Estetica" quella parte della psicologia che indaga e approfondisce i processi mentali riferiti alla percezione, all'esperienza e alla comunicazione emozionale del bello, con particolare attenzione all'impatto sociale che questi temi hanno sulla vita, le aspettative e la cultura di milioni di persone in tutto il mondo.

“Il turbamento allo specchio non ha età”
Conversazione con Giuseppe Polipo, in occasione della presentazione del libro “Psicologia dell’estetica”
 
Martedì 13 ottobre 2015 ore 21.00 , presso la Casa della Psicologia

Cos’è la bellezza? Cos’è la bellezza per ciascuno di noi, cos’è per ciascuna delle innumerevoli culture presenti e passate?
Sono domande difficili, addirittura potremmo dire che nessuno può dare una risposta univoca a questo mistero.
La bellezza, come la poesia, è inutile, apparentemente, non è definibile, non è quantificabile, eppure oggi esistono vere e proprie imprese della bellezza. La moda, l’estetica, l’immagine, l’ansia di apparire in forma, giovani e attraenti caratterizzano la nostra epoca, eppure questo non sempre ha a che fare con l’idea che ciascuno di noi si fa, nel suo intimo, della bellezza.
La medicina e la salute da sempre si occupano della bellezza, e lo fanno cercando di recuperare il valore più profondo che questo concetto contiene e racchiude da sempre, che è un concetto filosofico: bellezza e benessere spesso vanno di pari passo con accettazione, consapevolezza, presenza a se stessi, inserimento nel flusso del divenire. La bellezza è apertura, turbamento profondo, armonia, stupore.
Essere belli quindi significa anche essere aperti al cambiamento, essere armoniosi, trasmettere apertura. Essere belli ha a che vedere con il corpo, certamente, ma anche con il modo in cui lo abitiamo o lo portiamo con noi.
Corpo e anima sono un tutt’uno e costituiscono ciò che siamo, il modo unico e irripetibile con cui ci presentiamo al mondo e alle relazioni. Ognuno di noi, dunque, da questo punto di vista, è un capolavoro di bellezza.
Giuseppe Polipo ha lavorato per molti anni nell’ambito della medicina estetica, dove generalmente l’approccio è molto diverso. Ci si rivolge al chirurgo estetico, o al dermatologo estetico, con l’idea di eliminare un difetto, gonfiare un seno, eliminare una ruga. Si parte da un’immagine ideale, alla quale il nostro corpo non corrisponde o non corrisponde più, e questo ci fa soffrire. La nostra immagine allo specchio ci appare inadeguata, ci parla dei nostri insuccessi e del nostro senso di inadeguatezza.
Si parte quindi da un’idea di bellezza standard e dalla negazione della propria bellezza. Negli anni, il dott. Polipo ha sperimentato quanta sofferenza e anche quanta bruttezza si poteva produrre con questo approccio, e ha deciso di approfondire la sua formazione medica, diventando psicoterapeuta. Ha modificato quindi il suo approccio al paziente, mettendo a punto un modo di essere che evidentemente già gli apparteneva e ha scoperto l’importanza del dialogo e della costruzione di un progetto di vita che implichi una visione della bellezza e dell’estetica che includa le emozioni, l’etica, gli affetti.
Con ciò, non rinnega affatto l’importanza di una cura di sé che ricada anche sulla propria immagine e su un rapporto con lo specchio che può essere pacificato.
Sono molte le fasi del ciclo di vita in cui la nostra immagine ci fa soffrire, o ci manda dei segnali, ci invita a prenderci cura di lei e attraverso di lei, spesso, di tutto il nostro essere. Lo psicologo questo lo sa molto bene. Molte patologie dell’adolescenza sono patologie dell’immagine.
Tuttavia molte sono le professioni che oggi si occupano dell’estetica, intercettando forse inconsapevolmente, questo importantissimo segmento della nostra vita emotiva: parrucchieri, estetisti, massaggiatori, naturopati, fino alle varie professioni della salute. A questi operatori, spesso inconsapevolmente, noi tutti richieste profonde, a volte impossibili.
Come aiutare questi professionisti a soffermarsi maggiormente sull’importanza di un approccio complesso, integrato, olistico ed eticamente orientato alle questioni estetiche?
Il manuale del dott. Polipo, scritto per non addetti ai lavori, si propone di tracciare un primo solco nella direzione di dare risposte a questi professionisti, in un linguaggio semplice ed essenziale, senza eludere il nucleo centrale del problema: curarsi della bellezza significa curarsi della salute, e ogni buon medico sa che prendersi cura non è la stessa cosa che curare. Prendersi cura di una domanda di bellezza può significare non cedere a richieste drastiche, può significare indirizzare il soggetto verso stili di vita differenti, o farlo riflettere sulla sia vita affettiva e lavorativa. Gli operatori della salute e del benessere sono spesso completamente ignari della complessità del loro compito, e tuttavia hanno in mano strumenti invasivi e costosi (come il laser), che potrebbero usare con maggior cognizione di causa, se anche fossero a conoscenza della possibilità di dialogare con gli psicologi, cioè con i professionisti della psiche, inviando i pazienti ma anche costruendo percorsi di formazione multidisciplinari e integrati. La scarsa consapevolezza degli aspetti emotivi e relazionali implicati nelle questioni estetiche, si ripercuote su un consumo inappropriato di creme, trattamenti, piccoli e grandi interventi chirurgici che non di rado aggravano il problema portato dal soggetto, il quale, nella quasi totalità dei casi, cerca una nuova sintonia, una nuova pacificazione con il proprio corpo ma anche e soprattutto con la propria immagine intesa in senso più ampio, e cioè con la propria psiche.

La serata è gratuita e aperta a tutti i cittadini. Si rilasciano attestati di partecipazione. Per iscriversi, scrivere una mail a libri@opl.it I posti sono limitati (max 80 persone).

Discutono con l’autore:
Riccardo Scognamiglio presidente IPSI, psicologo, psicoterapeuta e psicoanalista, musicista e compositore, esperto in psicologia dell’arte e dell’estetica.
Elena Penazzi: Farmacista, giornalista scientifico e scrittrice, si occupa in particolare di dermocosmesi e di formazione. Autrice di testi letterari e di etica professionale.
Alex Ghezzi: casualmente laureato in medicina, incidentalmente specialista in malattie cutanee e altrettanto casualmente docente universitario. Conferenziere a tempo perso, teatrante, vivo.
Modera:
Anna Barracco, psicoterapeuta e psicoanalista a orientamento Lacaniano, membro ALIPSI.
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