Abbiamo spesso avuto a che fare con le associazioni private che hanno inventato professioni sovrapposte alla psicologia (si pensi alle vicende legate al counseling) e aprendo a chiunque, anche privo di un titolo di studio, la possibilità di operare in una delicata professione di aiuto. I responsabili di associazioni titolari di pseudo professioni hanno combattuto a lungo il nostro Codice Deontologico, che limitava le possibilità di lucro di chi, psicologo, voleva svendere la propria competenza mettendo a rischio i cittadini.
Oggi, in spregio del diritto alla salute costituzionalmente sancito, qualunque associazione privata ( tra cui counseling, armonizzatori familiari, psico filosofi, ecc.) potrebbero ottenere un riconoscimento dello Stato grazie al DDL 3270 già passato alla Camera (consulta il testo). Clamoroso il fatto che peraltro, in caso lo Stato decidesse di tutelare la salute dei cittadini, queste associazioni si siano cautelate, dichiarando il falso, ovvero di operare al di fuori dell'area sanitaria.
Gli Psicologi trovano insensato un DDL che mette sullo stesso piano professioni come fisioterapisti e geometri con discipline dai contorni più imprecisi come operatori olistici e reiki. Ciò che si contesta è la totale autoreferenzialità delle procedure di valutazione, controllo e accreditamento delle associazioni professionali, il che offre legittimazione a pratiche prive di evidenza scientifica e correttezza deontologica. Ovviamente ciò è tanto più valido quando in ballo c'è un bene come la salute, e quando le professioni sono semplici fotocopie di professioni già esistenti.
Gli Psicologi fanno sentire la loro voce attraverso due diverse iniziative nazionali, una raccolta di firme da parte del CNOP e un mail bombing da parte dell'associazione Altrapsicologia.
Mobilitiamoci per la difesa della salute pubblica e della nostra professione!
Mauro Grimoldi