Il giorno 3 maggio 2012, il Deputato On. Lulli ha presentato alla Camera un’interrogazione parlamentare al Ministro della Salute in merito a una sgradevole prassi che alcune ASL avrebbero nei confronti dei tirocinanti delle scuole di Specializzazione in Psicoterapia. In particolare l’On. Lulli evidenziando il ruolo fondamentale degli specializzandi psicologi nelle strutture pubbliche e ricordando la gratuità della prestazione che questi stessi svolgono nel servizio pubblico, domanda al Ministro se sia a conoscenza del fatto che nonostante quanto sopra e quanto espresso e regolamentato dal decreto-legge n. 509 dell'11 dicembre 1998, risulta che in molti casi, per esempio le ASL, si rifiutino di accettare i tirocinanti e in tanti altri casi li accettino solo dietro pagamento di un «diritto di accesso» fino a 500 euro a specializzando. Tale atteggiamento e tale cifra, spesso addossata allo specializzando e altre volte alla Scuola, assumono un carattere paradossale e incomprensibile, perché, se da un lato lo Stato chiede legittimamente alle scuole e ai loro allievi di svolgere i tirocini e di svolgerli gratuitamente, dall'altro azioni di questo genere possono a volte limitarne o addirittura impedire l'espletamento. L’interrogazione si conclude con l’esplicita richiesta di quali iniziative di competenza atte a rimuovere tali criticità intenda adottare il Ministro della salute.
La bozza del D.P.R. che riformerà le Professioni nel prossimo mese di agosto, che contiene invece molte importanti novità nell’ambito dei tirocini professionalizzanti propedeutici all’esame di Stato sembra andare in direzione diametralmente opposta. In alcune versioni del testo del DPR comparirebbe anche l’ipotesi di una retribuzione del tirocinante.
Vediamo quali cambiamenti potrebbero attendere gli Ordini e le Università nell’ambito dei Tirocini, considerando che il testo-bozza del DPR non è ancora definitivo.
Prima novità la durata del tirocinio: dagli attuali 12 mesi a 18 mesi.
L’introduzione di un terzo semestre sembrerebbe allungare il periodo di praticantato dei giovani colleghi che si affacciano alla professione, ma nello stesso testo, il riferimento all’introduzione di un semestre di Corsi di Formazione professionalizzante lascia ipotizzare la possibilità di adattare le prassi vigenti ai contenuti del D.P.R. mutuando per esempio i sei mesi aggiuntivi di corsi professionalizzanti con gli attuali stage pre-laurea magistrale. Ci riserviamo però di approfondire i dettagli e di confrontarci con le Università prima di aggiornare compiutamente i colleghi sulla concretizzazione di questo aspetto.
Altra novità riguardante i Tutor è l’anzianità che passa da tre a cinque anni e il numero di praticanti che passerebbe da due a tre.
Da tempo OPL stava valutando un serie di azioni atte a monitorare a livello regionale i tirocini negli aspetti formali e qualitativi e l’introduzione di un Registro dei praticanti presso gli Ordini, ivi ipotizzata, rappresenterebbe la traduzione immediata degli intenti avanguardistici da tempo perseguiti in Lombardia. Oggigiorno ogni Università gestisce singolarmente e separatamente il monitoraggio dei propri tirocini e la disomogeneità e la difficoltà nel controllo rappresentavano un problema di fatto irrisolto.
Restiamo quindi in attesa dei particolari e dei dettagli che prenderà questa importantissima riforma e continuiamo nell’impegno di informare i colleghi con tempestività sulle novità legislative e normative che riguardano il mondo degli psicologi.
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