Sabato 21 maggio si è tenuta la giornata seminariale "Dialoghi e confronti intorno alla psicoterapia accessibile e sostenibile", organizzata da OPL.
La giornata seminariale ha costituito uno spazio di riflessione sull'accessibilità sociale, economica, culturale dei servizi psicologici e psicoterapeutici.
Sono state presentate tre esperienze presenti e passate di servizi che hanno scelto di lavorare coniugando l'accessibilità, la sostenibilità e la qualità: l'Ambulatorio sociale di psicoterapia dell'Opera Don Calabria di Roma, il Servizio Clinico di Psicologia e Psicoterapia del Centro SIPRe di Milano, e il Consultorio di Niguarda (Milano) promosso negli anni '60-'70 da Enzo Morpurgo.
La scelta operata dai servizi presentati porta a interrogarsi sulla natura dell'intervento psicologico e psicoterapeutico, sulle sue finalità e sulle sue articolazioni in continuo dialogo con la mutevole realtà sociale.
Fondamentale per comprendere il funzionamento di questi servizi e per evitare di accomunarli impropriamente alla miriade di servizi “low cost” che stanno proliferando in Lombardia, è sottolineare che si tratta di esperienze in cui coesistono e hanno la medesima importanza tre fattori:
In questo senso è particolarmente interessante l'esperienza dell'Ambulatorio sociale di psicoterapia dell'Opera Don Calabria di Roma. L'Ambulatorio, attivo dal 2009, segue oggi 150 persone.
L'équipe è costituita da professionisti psicologi psicoterapeuti di differenti approcci che attraverso un lungo periodo di attività supervisionata entrano a far parte di un'équipe clinica che offre consulenza a chiunque ne faccia richiesta: bambini, adolescenti, adulti, coppie e famiglie. Particolare attenzione è riservata agli aspetti metodologici, dato che si tratta di un servizio offerto da professionisti di differenti approcci che incontrano persone con diverse esigenze e caratteristiche in setting costruiti ad hoc.
Il compenso è contrattato liberamente tra il professionista e chi accede al servizio, in base alla disponibilità economica della persona. Il professionista riceve per ogni colloquio un gettone fisso di 15 euro indipendentemente dalla quota pagata dalla persona. Alcune persone possono pagare una parcella “di mercato”: in questo caso il compenso rimane al servizio e serve a coprire le spese di gestione e a integrare le quote di chi non può pagare. Ogni professionista decide quante ore settimanali dedicare al servizio, presso il quale esercita solo una parte della sua attività professionale.
Il servizio è aperto al territorio e gestisce le situazioni complesse attraverso il lavoro di rete con i servizi pubblici. La qualità è garantita da riunioni settimanali, supervisioni gratuite, seminari interni, convegni scientifici.
Nel caso dell'Ambulatorio sociale di psicoterapia, l'Opera Don Calabria, pur lasciando completamente liberi i professionisti nel gestire l'intervento, contribuisce attraverso l'affitto agevolato dei locali e l'appoggio alla propria segreteria e amministrazione.
La sfida di servizi accessibili, sostenibili e di qualità è quella di rispondere a un bisogno sociale evidente e che non trova accoglienza altrove, attraverso un intervento che permette ai professionisti che condividono alcuni valori etico-professionali di dedicare un monte ore limitato del proprio tempo professionale ad un progetto che, se chiede di accettare un vincolo economico, propone altri valori aggiunti, quali l'utilità sociale del proprio lavoro, la qualità dell'intervento, e il superamento dell'autoreferenzialità del proprio modello attraverso la condivisione con colleghi di diversa appartenenza.
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