Quelle sensazioni che vengono da dentro non ben classificate che ci spingono verso una scelta piuttosto che un’altra da dove vengono e che spiegazione psicologica hanno?
La risposta è dentro di noi, dico sempre ai miei pazienti. E funziona
La risposta è dentro di noi. E’ il mio motto, è un concetto che è molto diffuso in tante teorie della mente più o meno scientifiche.
Io lo credo fortemente in base a due teorie psicologiche alle quali aderisco pienamente.
Ai miei pazienti consiglio sempre di seguire il loro istinto nelle loro scelte. L’istinto altre non è che il messaggio proveniente dal nostro inconscio che ci comunica la strada più indicata da percorrere. Il nostro inconscio è capace di processare molte più informazioni rispetto alla nostra mente cosciente. L’inconscio è in grado perciò di valutare accuratamente molti dettagli soltanto che non possono essere coscienti altrimenti ci troveremmo di fronte una quantità ingente di informazioni da processare e non vivremmo più. Però qualche informazione passa e ci arriva qualche sensazione più o meno chiara. Questo messaggio di solito ci indica che strada seguire ma spesso non lo ascoltiamo intenti come siamo a fare valutazioni razionali. Questi messaggi passano anche attraverso i sogni. Carl Rogers consigliava di ascoltare e interpretare i propri sogni quando si sceglie lo psicoterapeuta perché attraverso i sogni l’inconscio ci comunica la scelta migliore per noi.
Ma un’altra teoria che sostengo è quella che le sensazioni oltre che dal nostro inconscio provengono anche dal nostro corpo.
Nel libro L’intreccio di Marcello Floridia “L’uomo viene descritto come un sistema complesso dove mente e corpo si muovono all’unisono, dove psichico e corporeo si fondono in un’unica dimensione e organizzazione.
Lo trovo un concetto molto interessante perché mi fa riflettere sul fatto che la mente, i pensieri, possano incidere sì sul nostro corpo ma anche viceversa
A livello di corteccia cerebrale le nostre emozioni fissate lì dal passato incidono sulle nostre scelte. “Che si chiami marcatore somatico fuori dalla coscienza (Damasio) o stato della mente nella memoria implicita (Siegel), dobbiamo arrenderci all’evidenza neurofisiologica che in noi è presente una traccia delle nostre esperienze ancestrali, che rimane a un livello preverbale-implicito, ma che sentiamo continuamente ed è incorporata nel nostro rapporto con la realtà”Si trova scritto sul libro di Floridia. E ancora: "In altre parole, l’assenza delle emozioni porta all’incapacità di effettuare scelte vantaggiose. – secondo Damasio. In altre parole ancora i marcatori somatici ci indicano la strada da percorrere.
Come avviene quindi il processo decisionale?
Secondo Damasio “Le emozioni sono risposte regolatorie che portano ad alcuni tipi di condizioni vantaggiose per l’organismo che produce quelle risposte. Le emozioni concernono la vita di quell’organismo e lo assistono nel mantenimento della vita, sono molto adattative. Le risposte emozionali sono responsabili di cambiamenti dello schema corporeo e nello schema cerebrale.Un solo stimolo, di qualsiasi tipo, per esempio uno stimolo che potrebbe spaventarci o renderci felici, una volta attivo e, molto spesso può esserlo persino in modo non conscio, elicita un insieme di risposte che alterano lo stato in cui si trovava l’organismo prima dell’inizio dell’interazione dello stimolo con l’organismo. In sintesi A. Damasio concepisce le emozioni non come qualcosa di indipendente dalla regolazione biologica ma come facenti parti di un continuum. Il primo livello del continuum corrisponde alla regolazione basica della vita, include i processi metabolici i quali avvengono in modo non conscio , istinti e motivazioni che portano alla fame o alla sete , tipi di segnali che permettono di sentire le cose che noi chiamiamo dolore o piacere, o semplici riflessi”.
Quindi le risposte ai problemi sono dentro di noi. Uno può credere alla teoria dell’inconscio o credere alla teoria delle tracce di ricordi di esperienze ancestrali depositate nel nostro intimo che ci guidano verso la scelta per noi appropriata.
Leggo queste parole e mi rendo conto che anche il corpo può parlare alla nostra mente, attraverso le emozioni e i ricordi sensoriali. Anche il nostro corpo quindi partecipa tutto alle nostre scelte.
A volte però le tracce mnestiche di determinate esperienze fisiche non ci sono più immediatamente evidenti ma si nascondo in ricordi magari non più a livello coscienti. Ricordi che fanno parte del nostro vissuto corporeo e che parlano nel corso della nostra presa di decisione
La risposta è dentro di noi. Lo suggerisco ai pazienti. E funziona.