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Consulta l'Esperto
Come procedere se ... (16/01/2012)

Il mio problema nasce da una storia di crisi di panico veramente forti ma ormai lontane nel tempo. Ogni volta che il mio corpo inizia ad indebolirsi (es. Pressione bassa) o problemi, cambi di situazioni per me importanti (come cambiare casa, il mutuo, i mobili, un neonato, ecc..) il mio cervello dice: devi stare male, devi provare le sensazioni di paura che provasti allora, per forza. La cosa peggiore forse è che immagino delle situazioni assurde (o comunque non spiegate ad oggi dalla scienza, dalla fisica, ecc quale ad esempio il problema che il mondo gira, e noi umani potremmo percepire situazioni di vuoto o cose simili, ma la forza di gravità, la posizione della terra dell'universo, la rotazione terrestre, in realtà, perchè dovrebbero interessarmi? Mi interessano se penso che la terra possa muoversi tipo ascensore e crearmi quella situazione di vuoto che mi fa spaventare perchè non riesco a gestirla). Diventa un'ossessione che anche con Zoloft cambia poco. La soluzione che attualmente utilizzo è quella di cercare di pensare ad altro, pensare al neonato, mangiare una caramella zuccherata, bere un bicchiere d'acqua con un pizzico di sale, per far alzare la pressione e l'umore. Questo problema si sta verificando sempre più spesso e soprattutto dalla tarda serata, soprattutto quando sono a letto. La mia mente ricorre sempre a quel pensiero fisso e non vuole liberarsene. Una volta scattata la molla del "o caspita sta succedendo di nuovo" la mia mente insiste per riprovare la sensazione straziante. Altra cosa è se sento che qualcuno ha fatto qualcosa di brutto prego per non farla anche io. Forse è una forma di psicosi e più che di dap dovrei curarmi di questo. Ma da dove viene tutto questo? Cosa è successo nella mia vita? Ora sono mamma e moglie e dovrei esser stra felice ma "cerco" di stare male, forse per non dimenticare il passato. Sono masochista mentalmente, chi mi ama ne soffre, se ne parlo. Magari è la strada giusta x guarire quella di curare questo aspetto. Sicuramente i farmaci aiutano ma non possono cancellare le esperienze pregresse e quindi non possono cambiare il circolo vizioso che la mia mente mette in atto non appena il mio corpo si "ribella". Bisognerebbe armonizzare i ricordi, cancellare quel circolo vizioso, perchè ultimamente il panico più che altro me lo creo da sola. Credo di avere altresì una mente forte, non debole, e per cui è molto prepotente il meccanismo che ne scaturisce: do forza al mio malessere.
Ha risposto Arlati Veronica
Credo che lei abbia molta coscienza del suo malessere e dei meccanismi che lo scatenano, così come si rende conto che questi pensieri ossessivi che le provocano uno stato di forte malessere non le permettano di vivere appieno la sua vita con serenità. I farmaci sono indispensabili, ma certo non solo la strada risolutiva al suo malessere, perchè, come ben comprende anche lei, sarebbe necessario un percorso psicologico che le permettesse di venire a capo dei temi irrisolti della sua vita, che sembrano invadere sempre di più la sua esistenza senza permetterle una vita appagante e tranquilla. Forse, come lei ben riconosce, è arrivato il momento di affrontare queste problematiche una volta per tutte ed interrompere questo circolo vizioso, o cortocircuito che la porta a soffrire. Il senso di vuoto, la fisica, la terra che gira sono tutte sensazioni che probabilmente porta dentro da tempo e la sua mente sta cercando di dare un senso ai suoi vissuti inconsci, ciò potrebbe essere affrontanto in un percorso psicoterapeutico con un professionista esperto. Un cordiale saluto, Dott.ssa Veronica Arlati, Milano.


Ha risposto Callina Roberto
Non posso che avallare la risposta della collega, dr.ssa Arlati. Si evince, dalla sua descrizione, la piena consapevolezza del suo malessere e la volontà di una sua soluzione. Sarebbe interessante capire quale sia stato l'evento scatenante che, a suo tempo, aveva dato origine alle sue precedenti crisi di panico e, anche, sapere quale tipo di intervento sia stato adottatato per superarle. Evidentemente ci sono state nella sua vita condizioni che l'hanno portata ad essere la persona che è oggi, nel bene e nel male; quelle stesse condizioni la portano oggi a reagire, inconsapevolmente, a determinati eventi della vita che la sua mente non riesce a gestire in altro modo. Il sintomo non è nient'altro che una difesa che la nostra mente, la nostra parte più inconsapevole, mette in atto per preservare la persona, nella sua complessità ed unicità, da vissuti ancor più angoscianti. Sarebbe utile capire, con l'aiuto di un percorso psicoterapico, quali sono le dinamiche che innescano tale fastidioso sentimento per riuscire finalmente a superarlo e godere dei bellissimi traguardi che è riuscita a raggiungere: il ruolo di moglie e di madre. Un caro e sincero augurio affinché possa presto tornare a sorridere. Dr. Roberto Callina, Milano.


Ha risposto Setton Aviva Enid
Cara Signora, Spesso la vita ci pone davanti a situazioni difficili, dalle quali vorremmo fuggire. Il panico è una sensazione terribile. E' paura all'ennesima potenza. La paura della paura Concordo con i colleghi sul percorso psicoterapico alla ricerca delle dinamiche che innescano tale meccanismo ma le consiglio anche una tecnica di rilassamento(training autogeno o simile)come primo approccio e utile stampella durante il percorso. Un caloroso saluto e l'augurio di risolvere presto questa debilitante situazione!!!


Ha risposto Mantovani Lucia Antonia
Da quello che scrive sembra che senta dentro di lei una sorta di conflitto tra una parte che cerca il benessere e la serenità e un'altra rimasta prigioniera di un disagio non risolto che sembra voler riproporre. Sicuramente la sua attuale consapevolezza e la volontà di porre fine a questa sofferenza sono fattori un positivo punto di partenza per avviare un percorso psicoterapeutico che possa aiutarla a fare chiarezza e ad affrontare ciò che la spaventa. Lei si chiede cosa sia successo nella sua vita e aggiunge anche il fatto di essere diventata madre: questo evento, come spesso accade, proprio per la sua importanza a livello emotivo, potrebbe aver risvegliato particolari ansie e angosce, anche in considerazione delle nuove responsabilità di madre che certamente lei sente. Il supporto di un professionista potrebbe aiutarla a gestire ed esplorare anche questo aspetto. Un cordiale saluto, Dott.ssa Lucia Mantovani, Milano


Ha risposto De Domenico Bruno
Gentile Signora, un detto buddista dice che non c'è peggior nemico per l'uomo (e per la donna, aggiungo io) che una mente mal diretta contro se stessa. Lei ha la famosa paura della paura, e a questa si aggiunge un'ulteriore paura: quella di non avere solo gli attacchi di panico ma ben peggio, dove scrive: "Forse è una forma di psicosi e più che di dap dovrei curarmi di questo". Anche questa è un'angoscia ricorrente: quella di essere "matti", "psicotici", ecc. in chiunque abbia un problema psicologico che lo/la faccia soffrire, non riuscendone a venirne a capo e purtroppo essendo influenzati da cose che si possono sentire in televisione, dove, ahimé, gli psicologi non ci sono quasi mai. (A parlare di depressione o di ansia, di panico o anoressia e persino di insonnia ci sono quasi sempre e solo psichiatri, e questo può favorire l'associazione di ogni disturbo psicologico alla "pazzia", volgarmente detta...). Ma lei dice anche: "Bisognerebbe armonizzare i ricordi, cancellare quel circolo vizioso, perchè ultimamente il panico più che altro me lo creo da sola. Credo di avere altresì una mente forte, non debole, e per cui è molto prepotente il meccanismo che ne scaturisce: dò forza al mio malessere". E' così infatti, ma purtroppo parlarne di per sé, ad amici e conoscenti, è dimostrato che il più delle volte porta a peggiorare le cose, anziché migliorarle. E questo non solo a livello individuale. Infatti lo stesso modo di affrontare il problema da parte dei media, spesso, porta purtroppo più a socializzare, cioè diffondere e aggravare un disturbo, anziché prevenirlo. E’ possibile uscire da queste situazioni con delle terapie ormai collaudate e dimostratesi utili in decine di migliaia di casi e ormai da lughi anni, anche se ogni caso è diverso e ogni metodo che funziona va adattato alla persona e alla particolare situazione, e sarebbe bello che lei riuscisse a farsi aiutare in questo da un professionista in tempi relativamente brevi, anche per poter tornare a vivere più serenamente e gioiosamente la sua maternità. Dott. Bruno De Domenico


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