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Consiglio (13/10/2011)

Buongiorno, mi chiamo Sabina ed avrei bisogno di un vostro consiglio. Per circa due anni ho seguito una psicoterapia che ha costituito un impegno importante, faticoso ed intenso . Ho interrotto, di colpo, alcuni mesi fa perchè non sono riuscita a sostenere e superare un forte coinvolgimento emotivo dato dall'innamoramento per il mio terapeuta. Oggi, io sento di avere ancora bisogno di un supporto psicologico: sarebbe opportuno tornare dallo psicoterapeuta che mi ha seguito fino a poco fa (e che mi manca molto) oppure cambiare e ricominciare daccapo con un nuovo professionista, magari del mio stesso sesso ? Mi rendo conto che vi porto pochi elementi per esprimere un'opinione, però mi farebbe piacere avere una vostra indicazione. Grazie.
Ha risposto De Nicola Fabio
Si chiama transfert, o come lochiamiamo noi in gestalt "trasferenza" a mio parere potrebbe essere molto utile per te tornare dal vecchio terapeuta e lavorare sulla relazione transferale per cominciare la psicoterapia, confrontandovi su questa situazione di transfert, naturalmente senza passaggi all'atto perchè altrimenti non sarebbe più terapia ma una relazione altra. Ogni terapia comincia con una possibile relazione di confluenza, d'innamoramento, l'analisi della trasferenza è un potente motore terapeutico. Dr. De Nicola Fabio


Ha risposto Callina Roberto
Cara Sabrina, in effetti gli elementi che ci porta non sono molti. Non sono chiare, ad esempio, le modalità con cui ha "di colpo" interrotto la terapia. Non è chiaro se il suo terapeuta sia stato coinvolto in questa sua decisione, se sia stato almeno informato della sua intenzione di interrompere, se ne abbiate parlato insieme, se fosse a conoscenza della vera motivazione che l'ha spinta ad interrompere il trattamento. Tutti questi, ed altri, elementi sarebbero importanti per un consiglio più puntale. Tuttavia ritengo, come il collega dr. De Nicola, che il transfert sia uno degli "strumenti" più importanti in ogni terapia; sarebbe importante quindi poter riallacciare il rapporto con il suo terapeuta e confrontarsi in maniera chiara con lui rispetto a questo suo sentimento per poterci lavorare insieme al fine di proseguire il percorso intrapreso. Dr. Roberto Callina, Milano.


Ha risposto Repici Stefano
Può capitare di arrivare a provare coinvolgimento emotivo per chi si sta prendendo cura di noi, come se questa persona fosse una sorta di "figura ideale". E' un aspetto della terapia e solo come tale va considerato, discusso e superato con l'aiuto dello stesso terapeuta. Cordiali saluti, Stefano Repici


Ha risposto Bottasini Valentina Emmy
Gli elementi che ha presentato non sono molti, ma sicuramente il suo vissuto emotivo è stato ed è molto intenso. Proprio per questa ragione il consiglio che posso darle non differisce da quello dei miei coleghi, provi a tornare dal suo terapeuta e parli apertamente della sua situazione, e insieme concordere il da farsi. Potreste continuare la terapia e chiarire i vissuti che sono emersi, oppure in accordo potreste decidere che il suo percorso continui con un altro terapeuta, eventualmente consigliato da suo stesso per il quale nutre fiducia. Si ricordi sempre che essendo la psicoterapia un luogo protetto non deve temere alcun giudizio, le sue richieste verrano analizzate e discusse per trovare una soluzione. Cordiali Saluti Dr Valentina Bottasini


Ha risposto Melato Katiuscia
Buongiorno Sabrina, concordo con i colleghi sul fatto che lei ci concede pochi elementi quasi che il transfert lei l'abbia vissuto come una relazione clandestina, non cogliendone la potenzialità terapeutica che andrebbe ridiscussa e forse rivalorizzata con il suo terapeuta. Dovrebbe anche riflettere sulle sue modalità di difesa, se lei è stata così turbata dalla relazione terapeutica ed è fuggita via, forse vi stavate avvicinando a qualcosa di importante e fuggire è un peccato. La psicoterapia è un viaggio che si intraprende con una guida esperta ed è fondamentale affidarsi. Un caro saluto Katiuscia Melato.


Ha risposto De Gennaro Dario
Cara Sabina, lavorare sulle emozioni all’interno di un setting sicuro è parte del lavoro terapeutico. Così come poter condividere senza giudizio le nostre emozioni è un passo fondamentale per il cambiamento. L’innamoramento non è un incidente di percorso che rompe la relazione terapeutica, ma un’occasione. L’occasione di non correre via per ciò che sentiamo, di affidare una parte di noi a qualcuno per potercela riprendere come qualcosa di importante. Le nostre emozioni di rabbia, frustrazione, gioia e persino di innamoramento non sono altro il motore di un percorso che si muove verso il cambiamento. Senza emozioni non c’è crescita. Credo anch’io sia utile parlare con il suo terapeuta rispetto a ciò che sente. Potrete così parlarne insieme e concordare se continuare il percorso intrapreso o se farsi indirizzare verso un altro collega. Le faccio davvero tanti auguri. Dario De Gennaro


Ha risposto Cignozzi Paolo Francesco
Cara Sabina fa parte dell'esperienza di ogni psicoterapeuta che il paziente si "innamori" di lui.La ragione è palese: quasi sempre amiamo chi si prende cura di noi.E' una tappa del percorso terapeutico poichè attraverso tale vissuto di innamoramento possiamo comprendere molte cose, ad esempio la natura dei nostri sentimenti e quindi il modo in cui ci relazioniamo agli altri. Farebbe bene ad esprimere il suo vissuto al Collega che potrà certamente aiutarla non solo a superare "l'impasse" ma progredire ulteriormente. Tanti auguri Paolo Cignozzi


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