L’ordine degli Psicologi della Lombardia, in occasione del convegno che si terrà a Brescia il 21 e 22 maggio 2010 intitolato “Identità di genere e libertà”, centrato sulle teorie e sulla pratica clinica dello psicologo americano Joseph Nicolosi, in risposta ai quesiti pervenuti da parte di molti iscritti, ha espresso il seguente parere (del.114/10 del 12 maggio 2010).
“L'Ordine degli Psicologi della Lombardia difende la libertà dei terapeuti di esplorare senza posizioni pregiudiziali l'orientamento sessuale dei propri clienti, segnalando che qualunque corrente psicoterapeutica mirata a condizionare i propri clienti verso l'eterosessualità o verso l'omosessualità è contraria alla deontologia professionale ed al rispetto dei diritti dei propri pazienti.
Segnala inoltre che le cosiddette "terapie riparative", rivolte a clienti aventi un orientamento omosessuale, rischiano, violando il codice deontologico della professione, di forzare i propri pazienti nella direzione di "cambiare" o reprimere il proprio orientamento sessuale, invece di analizzare la complessità di fattori che lo determinano e favorire la piena accettazione di se stessi."
Commento alla delibera
Data la natura particolarmente delicata del tema affrontato e la grande eco che la posizione espressa da OPL ha suscitato presso i media, è opportuno precisarne il senso e i confini.
OPL non ha espresso una condanna di opinione, ma avendo esaminato l’opera di Joseph Nicolosi con specifico riferimento alla sua applicazione clinica, ha segnalato i rischi deontologici che vi sono connessi, con speciale attenzione alla doverosa tutela dei pazienti, in particolare se minorenni, affinché il loro orientamento sessuale non sia sottoposto a influenzamenti manipolatori.
Ricordiamo quindi che i compiti disciplinari attribuiti al consiglio dell’Ordine dalla legge 56/89 si riferiscono esclusivamente alla violazione di specifici articoli del Codice Deontologico, che viene esaminata in riferimento a ogni singolo caso.
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